Itchan Kala

Itchan Kala è il cuore storico di Khiva e uno dei complessi urbani più straordinari dell’Asia centrale. Racchiusa da alte mura di fango e mattoni, conserva ancora oggi la struttura di quella che per secoli fu una delle principali città lungo le rotte della Via della Seta.

Il nome significa letteralmente “città interna”. Al di fuori delle mura si trovava Dishan Kala, la città esterna, dove viveva gran parte della popolazione. Itchan Kala era invece il centro del potere, della religione e delle attività commerciali, con le residenze dei khan, le madrase, le moschee, i bazar e le abitazioni delle famiglie più importanti.

Il complesso si estende per circa 26 ettari ed è circondato da mura lunghe oltre due chilometri. Al suo interno sono concentrati decine di monumenti storici, ma soprattutto un tessuto urbano ancora leggibile, fatto di strade strette, cortili e piccoli passaggi che collegano piazze e edifici monumentali.

Le mura e le quattro porte

Le mura sono uno degli elementi più caratteristici di Itchan Kala. Costruite con mattoni di fango, raggiungono in alcuni punti diversi metri di altezza e sono rafforzate da torri semicircolari.

Quattro grandi porte permettevano l’accesso alla città:

  • Ata Darvaza, la porta occidentale e ingresso principale;
  • Bagcha Darvaza, a nord;
  • Palvan Darvaza, a est;
  • Tash Darvaza, a sud.

Le porte non erano semplici punti di passaggio: regolavano l’accesso alla città fortificata e si collegavano alle principali strade che attraversavano Itchan Kala.

Entrando da Ata Darvaza, ci si trova immediatamente davanti a uno dei simboli di Khiva: il Kalta Minor.

Kalta Minor, il minareto incompiuto

Il Kalta Minor è probabilmente l’immagine più famosa di Khiva. Il minareto fu iniziato nel 1851 per volontà del khan Muhammad Amin Khan, che voleva costruire una torre talmente alta da poter essere vista a grande distanza nel deserto.

Il progetto prevedeva un’altezza molto maggiore di quella raggiunta. I lavori si fermarono nel 1855, dopo la morte del khan, lasciando il minareto incompiuto.

Oggi il Kalta Minor raggiunge circa 29 metri ed è completamente rivestito di piastrelle smaltate nei toni del turchese, del blu, del bianco e del verde. La sua forma massiccia e insolita lo distingue dai tradizionali minareti slanciati dell’Asia centrale.

Kunya-Ark: il cuore del potere

Di fronte al Kalta Minor si trova il Kunya-Ark, la “vecchia fortezza”, che costituiva la cittadella dei khan di Khiva.

Non era semplicemente un palazzo: all’interno si concentravano le funzioni principali del governo. C’erano le residenze del sovrano e della famiglia, le sale di rappresentanza, la moschea, gli uffici amministrativi, le scuderie e persino una prigione.

Uno dei punti più interessanti è la moschea estiva, decorata con maioliche dai colori intensi. Dalle parti più alte della cittadella si apre inoltre una bella vista sui tetti di Itchan Kala, con i minareti che emergono sopra le mura.

Juma Mosque

La Juma Mosque, la moschea del venerdì, è completamente diversa dalle grandi moschee monumentali di Samarcanda.

L’edificio presenta una grande sala ipostila sostenuta da oltre duecento colonne lignee. Alcune sono molto antiche e decorate con motivi geometrici e vegetali; molte provengono da edifici precedenti e furono riutilizzate nella costruzione della moschea.

La luce entra dall’alto attraverso piccole aperture nel soffitto, creando un ambiente raccolto e quasi surreale.

È uno degli edifici che meglio raccontano la natura di Itchan Kala: non un complesso costruito in un’unica epoca, ma una città cresciuta e trasformata nel corso dei secoli.

Tash Khauli Palace

Il Tash Khauli è uno dei più importanti palazzi residenziali di Khiva. Fu costruito nel XIX secolo dal khan Allakuli Khan e comprende più cortili collegati tra loro.

Il più spettacolare è quello destinato alle cerimonie, circondato da ambienti decorati con piastrelle blu e bianche. Il palazzo comprendeva anche gli appartamenti privati del khan e gli spazi destinati alle sue mogli e alla corte.

L’architettura è un perfetto esempio dell’arte decorativa di Khiva: geometrie, maioliche e legno scolpito convivono all’interno di spazi pensati per proteggere dal caldo del deserto.

Islam Khoja

Nella parte orientale di Itchan Kala si trova il complesso di Islam Khoja, costruito all’inizio del XX secolo.

Il suo elemento più spettacolare è il minareto Islam Khoja, alto circa 45 metri. È più slanciato del Kalta Minor e presenta una successione di fasce decorative che ne accentuano la verticalità.

Accanto si trova una madrasa. Il minareto è oggi uno dei punti panoramici più interessanti di Khiva e permette di osservare dall’alto l’intera città fortificata.

Le madrase e la vita culturale

Le madrase erano molto più di semplici edifici religiosi. Erano luoghi di studio e formazione, dove gli studenti approfondivano teologia, diritto islamico, letteratura e altre discipline.

Tra le più importanti ci sono la Madrasa Muhammad Amin Khan, la Madrasa Shergazi Khan e la Madrasa Islam Khoja.

Le facciate, spesso decorate con maioliche e iscrizioni, contribuiscono a creare l’aspetto caratteristico di Itchan Kala. Molte ospitano oggi botteghe, piccoli musei o strutture ricettive.

I bazar e la Via della Seta

Khiva non era soltanto un centro politico e religioso. La sua posizione ai margini del deserto la rendeva una tappa importante per le carovane che attraversavano l’Asia centrale.

All’interno della città si trovavano bazar, caravanserragli e botteghe artigiane, dove venivano scambiati tessuti, spezie, ceramiche, metalli e altri prodotti provenienti da regioni lontane.

Le strade di Itchan Kala seguivano percorsi che collegavano le porte della città ai principali edifici e alle aree commerciali. Ancora oggi passeggiando tra le mura si riconosce questa struttura.

La città dei khan

Per secoli Khiva fu la capitale del Khanato di Khiva, uno degli stati più importanti dell’Asia centrale. Il potere dei khan si concentrava proprio all’interno di Itchan Kala.

La città era però anche famosa per aspetti molto più controversi della sua storia. Khiva fu infatti coinvolta per secoli nel commercio degli schiavi, con prigionieri catturati nelle regioni circostanti e venduti nei mercati dell’Asia centrale. È una parte della storia della città che non può essere separata dal suo ruolo commerciale lungo le rotte della Via della Seta.

Nel XIX secolo l’espansione dell’Impero russo portò progressivamente Khiva sotto la sua influenza. Nel 1873 il Khanato fu sconfitto dai russi e divenne uno stato vassallo, mantenendo formalmente il proprio sovrano.

Il khanato terminò definitivamente nel 1920, quando il potere dei khan fu rovesciato e l’area entrò nella nuova realtà politica sovietica.

Itchan Kala oggi

Oggi Itchan Kala è una delle aree storiche meglio conservate dell’Asia centrale. Nel 1990 è stata inserita dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Mondiale.

La sua forza non sta soltanto nei singoli monumenti. È soprattutto l’insieme a renderla particolare: le mura, le porte, i minareti, le madrase, le abitazioni, i vicoli e i cortili formano ancora una vera città storica.

La cosa migliore è visitarla a piedi, lasciando per qualche ora la mappa e seguendo le strade che si aprono tra le mura. Al mattino presto la città è quasi silenziosa; nel tardo pomeriggio la luce trasforma il colore della terra e delle maioliche.

È allora che si comprende davvero la particolarità di questo luogo: Itchan Kala non è un museo all’aperto costruito per raccontare la Via della Seta. È una città vera, rimasta sorprendentemente intatta, dentro la quale quella storia sembra ancora presente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *