La prima volta che abbiamo visto San Basilio è stato difficile guardare altrove. Sulla Piazza Rossa, con le sue cupole colorate, le torri e le forme asimmetriche, la cattedrale occupa un posto completamente diverso rispetto agli edifici che la circondano. Di fronte alle mura del Cremlino, sembra quasi costruita per essere guardata da ogni angolazione.
Il suo vero nome è Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Dio sul Fossato. Fu fatta costruire da Ivan il Terribile tra il 1555 e il 1561, per celebrare la conquista del Khanato di Kazan’. In origine era dedicata all’Intercessione della Vergine; il nome con cui oggi la conosciamo deriva invece da San Basilio il Beato, un mistico russo molto venerato a Mosca e sepolto nella cattedrale.
La sua architettura è ciò che la rende immediatamente riconoscibile. Non troviamo una grande navata centrale con cappelle disposte ai lati, ma un complesso di nove chiese, organizzate intorno alla torre centrale. Ogni parte ha una propria forma, una propria decorazione e una propria cupola. Il risultato è volutamente articolato: torri cilindriche, volumi ottagonali, archi e gallerie si sovrappongono creando un edificio che cambia aspetto a seconda del punto da cui lo si osserva.
Le cupole attuali sono inoltre il risultato di trasformazioni avvenute nel tempo. Quelle che oggi vediamo sono molto diverse dall’aspetto originario della cattedrale e presentano motivi geometrici, spirali e combinazioni cromatiche differenti. Alcune sono lisce, altre ricoperte da motivi più elaborati: avvicinandosi, si scoprono particolari che dalla Piazza Rossa non si distinguono.
L’interno è completamente diverso da quello che ci aspettavamo. Dopo la grandiosità dell’esterno, si entra in una successione di ambienti relativamente piccoli. Le cappelle sono collegate da corridoi, passaggi e scale e la visita assume quasi la forma di un percorso da esplorare.
Le pareti sono ricoperte da affreschi, icone e decorazioni, realizzati in epoche diverse. Alcuni ambienti conservano decorazioni molto ricche, mentre altri hanno un carattere più raccolto. In diversi punti è possibile vedere anche le decorazioni ornamentali che incorniciano porte, archi e volte.
Particolarmente interessante è la galleria interna, che collega alcune delle cappelle e conserva decorazioni dipinte che accompagnano il percorso. Qui ci si rende conto di quanto la cattedrale sia complessa: dall’esterno appare come un unico edificio, mentre dentro si rivela come un insieme di spazi differenti, costruiti e modificati nel corso dei secoli.
La torre centrale domina il complesso e rappresenta il punto più alto della costruzione. Intorno si sviluppano le altre cappelle, ognuna con caratteristiche proprie. La disposizione non è immediatamente leggibile durante la visita e proprio per questo conviene procedere senza fretta, soffermandosi sui particolari invece di cercare un unico grande ambiente.
Uscendo, la Piazza Rossa restituisce immediatamente la scala monumentale della cattedrale. Da fuori si comprende meglio il progetto complessivo: le diverse torri sembrano quasi accostate una all’altra, ma formano un insieme sorprendentemente equilibrato.
Abbiamo poi avuto modo di rivederla da lontano, tornando verso il Cremlino. Da quella posizione San Basilio cambia ancora: le sue cupole emergono sopra la Piazza Rossa e diventano parte del grande scenario del centro di Mosca.
È proprio questo continuo cambio di prospettiva che ci è rimasto più impresso. San Basilio va guardata da lontano, osservata da vicino e poi visitata all’interno: tre immagini dello stesso edificio, molto diverse tra loro.
