Singapore in 48 ore
Singapore è una città che si presta molto bene a essere scoperta in due giorni. Le distanze sono contenute, i trasporti funzionano benissimo e, soprattutto, ogni quartiere cambia completamente atmosfera.
Per noi il modo migliore per visitarla è stato alternare la Singapore più moderna di Marina Bay e Gardens by the Baycon i quartieri storici e multiculturali di Chinatown, Little India e Kampong Glam.
Giorno 1 — Marina Bay e la Singapore del futuro
Marina Bay · Gardens by the Bay · Singapore River
Abbiamo iniziato da Marina Bay, il punto in cui Singapore mostra immediatamente il suo volto più spettacolare. Una passeggiata lungo la baia permette di vedere lo skyline, il Merlion e il profilo del Marina Bay Sands, soprattutto suggestivo quando la città inizia ad accendersi.
Da qui siamo arrivati ai Gardens by the Bay, probabilmente il luogo che più rappresenta la Singapore contemporanea. I Supertree sono impressionanti anche di giorno, ma è verso sera che l’atmosfera cambia completamente, quando le strutture si illuminano.
È il momento in cui vale la pena fermarsi senza fretta, guardare lo skyline e godersi Singapore dall’altra parte della baia.
La serata può proseguire verso il Singapore River, tra Clarke Quay e Boat Quay, scegliendo uno dei tanti ristoranti o semplicemente passeggiando lungo il fiume.
Da non perdere: Marina Bay al tramonto e Gardens by the Bay dopo il calare del sole.
Giorno 2 — Chinatown, Little India e Kampong Glam
Chinatown · Little India · Kampong Glam
Il secondo giorno lo abbiamo dedicato alla Singapore più colorata e multiculturale.
La mattina è iniziata a Chinatown, dove grattacieli modernissimi convivono con templi, shophouse storiche, mercati e piccoli ristoranti. È uno dei quartieri migliori per capire quanto siano diverse le anime della città.
Da Chinatown ci siamo spostati verso Little India, un cambio di atmosfera quasi immediato. Colori, profumi, templi induisti e ristoranti indiani rendono il quartiere completamente diverso dalla Singapore vista il giorno precedente.
Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Kampong Glam, il quartiere malese e musulmano, dominato dalla Sultan Mosque. Qui abbiamo passeggiato tra Arab Street e Haji Lane, tra negozi, locali e street art.
È una parte della città che merita di essere vissuta lentamente, senza cercare necessariamente un’attrazione precisa.
La sera — ritorno a Marina Bay
Per concludere le 48 ore, torneremmo a Marina Bay. Vedere lo skyline illuminato dopo aver trascorso la giornata nei quartieri storici permette di cogliere meglio il contrasto che rende Singapore così particolare.
In due giorni non si può conoscere tutta Singapore, ma si può già capire molto della sua identità: una città proiettata nel futuro che ha scelto di conservare, accanto ai grattacieli, le proprie diverse anime culturali.
Come ci siamo mossi
Abbiamo trovato Singapore molto semplice da visitare. La MRT è il modo più pratico per coprire le distanze maggiori, mentre per i quartieri centrali abbiamo preferito muoverci a piedi, perché è proprio camminando che si colgono i dettagli delle strade, delle shophouse e dei piccoli templi.
Per 48 ore conviene quindi alternare metropolitana e passeggiate, senza cercare di vedere tutto. Singapore funziona meglio quando si lascia un po’ di tempo anche per fermarsi.
